4 Marzo Castello di Manta di Saluzzo

… Comau 9.30 partenza  9.45  benzina e colazione fatta 

essendo la prima gita : gomme  gonfie e batteria carica ! 🙂

 

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5 risposte a 4 Marzo Castello di Manta di Saluzzo

  1. ago scrive:

    batteria carichissima, gomme ok, siamo prontissimi
    Monica e Ago

  2. Lorenzo scrive:

    Dopo il doveroso voto politico, si può partire.
    Annita e Lorenzo presenti

  3. luigi scrive:

    Prima il dovere ( votare ) e poi il piacere …………… io ci sono

  4. ettore vago scrive:

    Noi votiamo e arriviamo

  5. agostino scrive:

    La batteria è carica, le gomme sono gonfie, ma la moto è restata in box.
    Il tempo non è stato molto clemente, un freddo molto pungente ci ha fatto desistere dalla prima uscita su due ruote. Ma non sarà un problema, a fine anno se tutto va bene altri 10.000 km e fischia saranno segnati sul contachilometri.
    Ma veniamo alla gita;
    Siamo arrivati a Manta verso fine mattinata, dopo una tappa in una famosa pasticceria siciliana a Nichelino. La strada che dal cancello con alcuni tornanti sale al castello è innevata, ma non ci facciamo spaventare e arriviamo all’ingresso.
    Nata nel XIII secolo come avamposto militare, la roccaforte subì un’importante trasformazione nel Quattrocento grazie al colto e illuminato Valerano, signore e reggente del Marchesato di Saluzzo, che la trasformò in una fastosa dimora di famiglia in concomitanza con l’istituzione del feudo della Manta. Fu lui a volere arricchire la Sala Baronale con i bellissimi affreschi che oggi costituiscono testimonianze uniche della cultura cavalleresca del tempo. Sulla parete sud, il mito dell’eterna giovinezza, ispirato a un romanzo cavalleresco, il “Roman de Fauvel”, è raffigurato dalla fontana della giovinezza, sormontata dal dio Amore.

    Sul lato opposto della sala, vegliano nove prodi eroi e nove eroine dell’antichità classica che, in abiti quattrocenteschi, raffigurano gli ideali cavallereschi delle virtù militari e morali. Intorno alla metà del XVI secolo, il complesso quattrocentesco fu oggetto di nuove trasformazioni e a questo periodo risale il Salone delle Grottesche, caratterizzato da uno splendido soffitto decorato con dipinti e stucchi di chiara impronta manierista, ispirati a quelli delle Logge di Raffaello in Vaticano.
    Da visitare anche gli ambienti di servizio con le cantine e il cucinone con la gran volta a botte e un grandioso camino, la chiesa castellana, voluta da Valerano e impreziosita con importanti affreschi dedicati alla Passione di Cristo, e, infine, il parco ampio ed ombreggiato da cui si gode di un’incantevole vista sulle ridenti colline della val Varaita.

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