Prima uscita fuori porta..Casale e Vigevano 3 marzo 2013

gita a Vigevano 03/05/13 .

COMAU 9,30, visto il periodo dell’anno e la relativa brevità del percorso ci siamo concessi il lusso di incontrarci un po’ più tardi.

Il gruppo, Lorenzo e Annita, Domenico e Carla, Luigi e Aurora, Egidio e Salvina, Alberto ed infine me, Donato, dopo aver tracciato il percorso parte in direzione Verolengo percorrendo la tangenziale.

Lasciata la TO-MI si va sulla statale superando Crescentino e Trino in direzione Casale Monferrato per effettuare la prima escursione presso la chiesa di Sant’ Evasio ( 1108 d.c.)..

La strada scorre senza problemi ad una temperatura di circa 5 / 7 gradi sino a Casale che ci accoglie in un velo di foschia.

Parcheggiate le moto ci siamo recati alla basilica. Nel guardare, con il naso all’in su, una fuga di archi e finestre monofore, bifore e trifore; udimmo un forte “BOOING!!!!”. La nostra Aurora si scontrava con una vetrata in cristallo cadendo a terra. Fortunatamente il danno si è limitato ad una forte botta ed alcuni minuti di dolore (suo) e di preoccupazione per noi.

Ma altro ci vuole per eliminare Aurora, che seppur dall’apparenza gracile, poco dopo, era pronta a rimontare in sella per la volta di Vigevano.

Ripreso il viaggio si punta verso Mortara e si giunge a Vigevano alle ore 12,30 circa.

Parcheggiate le moto il gruppo, attraversando il cortile del palazzo sforzesco si dirige verso piazza Ducale, gioiello rinascimentale voluto da Ludovico il Moro(realizzata tra il 1492 e il 1494) e meta della nostra gita. La piazza è un vero salotto e vanto della città.

Il tempo trascorre e vista l’ora ci dirigiamo verso un ristorante già provato in passato da Alberto e me . Diavolo è chiuso.

Pochi metri più in là, un’altra insegna dice che si può mangiare.

Guardato il cartello del menù esterno vi sono alcuni dubbi, pizza e pesce. Pesce a Vigevano ?. Dopo alcuni si, no e ma si decide di cercare altro.

Individuato un’ altro locale, nella stessa via, i più temerari si fiondano all’interno alla conquista di un pasto caldo.

Improvvisamente ci troviamo proiettati a Marrakesch (provincia di Pavia ?) l’arredamento ed il clima del locale sono in perfetto stile marocchino.

Il locale non forniva pasti se non preconfezionati e congelati decidiamo di non consumare e torniamo al ristorante precedente dove finalmente si pranza.

Ormai sono quasi le quattro si torna facendo la stessa strada con una piccola deviazione verso Trino e il principato di Lucedio ove nel 400 i monaci cistercensi bonificarono il territorio e introdussero per primi in Italia la coltivazione del riso.

Purtroppo è chiuso e di proprietà privata, ci siamo accontentati di ammirare il complesso e l’abazia dal cancello.

Fatte le foto di rito si riprende il cammino verso casa con il sole che ormai tende a tramontare.

L’ultima fermata all’autogrill per scambiare le ultime battute sulla giornata appena trascorsa e salutarci.

Alla prossima.

Donato

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